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Appello per un carnevale senza violenza

Come padre e presidente della Fondazione Damiano Tamagni sono molto preoccupato per le notizie di aggressioni e pestaggi che arrivano dai primi carnevali. Sono ormai quattro anni che la fondazione promuove e sostiene progetti volti a prevenire tali episodi e per sensibilizzare i giovani contro la violenza. Proprio per lanciare il nostro appello a festeggiare un carnevale senza violenza, abbiamo promosso il concorso di disegno rivolto agli allievi delle le terze e quarte medie del cantone dal titolo “Un Carnevale Divertente per Tutti” da cui ricaviamo il manifesto che viene distribuito a tutti i carnevali.

Alla luce delle ultime notizie non ho potuto evitare di fare qualche riflessione: durante questi anni in cui mi sono interessato di problematiche giovanili, se da una parte ho trovato che la maggior parte dei giovani è sostanzialmente buona, dall’altra ce ne sono alcuni che per svariati motivi creano molti problemi. Nel caso delle feste di carnevale farei una distinzione, da un lato ci sono i problemi di ordine pubblico causati da chi abusa di alcol e altre sostanze che possono essere anche gravi visto la tendenza alla violenza estrema che si nota negli episodi accaduti in questi ultimi anni, dall’altro lato ci sono gruppi che approfittano del carnevale e di altri avvenimenti per fare della violenza premeditata, che usano alcol e sostanze per caricarsi e quindi girare come un branco di cani randagi in cerca delle vittime su cui avventarsi. Sono una frangia di giovani veramente minima, ma molto pericolosa.

Sono piuttosto duro a riguardo, non per un mio personale livore o per offendere gratuitamente, capisco che alcuni di questi giovani sono pur sempre ragazzi e che possano avere svariati problemi sociali e familiari e li si dovrebbe aiutare, ma i problemi personali non possono essere sempre una scusante per ogni comportamento. Personalmente vorrei definirli poveri idioti, proprio nel vero senso della parola. Lo Zingarelli recita : idiota = persona stupida e insensata. Sì, proprio perché non si rendono conto delle conseguenze che possono avere le loro bravate, principalmente per le vittime ma anche per loro stessi. Uso questo termine perché è così che dovrebbero essere visti specialmente dai giovani. Non si dovrebbe dare loro la luce della ribalta, farli passare come antieroi con il rischio che possano trovare emulatori. Chi vorrebbe emulare un idiota?

Cosa fare? È difficile, la prevenzione e la sensibilizzazione sono importanti ed è in questo senso che lavora la Fondazione Damiano Tamagni, unitamente ad altre associazioni e enti. Io vorrei fare appello ai giovani che conoscono gli autori di violenze o che sono testimoni di fatti violenti, a denunciarne gli autori purché abbiano la certezza di essere poi tutelati dalle autorità competenti. Autorità che dovrebbero dare un chiaro segnale, senza aspettare che ci scappino altre tragedie, e se la legge è troppo blanda in merito la si dovrebbe adeguare. Sono convinto che se si vuole salvaguardare il senso dei nostri carnevali, tutti coloro che sanno festeggiare possono fare qualcosa prima che ne sia messa seriamente in discussione l’esistenza. I violenti dovrebbero essere segnalati, isolati e impedito loro di frequentare le feste anche se si devono prendere soluzioni scomode, ciò nell’interesse degli organizzatori stessi e di tutti coloro a cui piace il carnevale e che vogliono solo divertirsi spensieratamente come faceva Damiano.

Maurizio Tamagni, presidente della fondazione Damiano Tamagni

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